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CLAAS Italia |
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Relatione clientiSempre al passo con i tempiAngelo e Moris Tosone, 52 e 44 anni di Nespoledo di Lestizza, in provincia di Udine. Sono contoterzisti, agricoltori e allevatori, tre attività che li portano a lavorare su una superfi cie di circa 120 ettari coltivati a mais e soia mediante un parco macchine che allinea, fra i vari mezzi, due mietitrebbia CLAAS LEXION, una “470” e una “570”, due JAGUAR”, una “900” e una “980” e un trattore CLAAS ARES 566 che nonostante un motore a quattro cilindri traina rimorchi a tre assi, prestazione che sta spingendo i Tosone a orientarsi sempre più verso Claas. “In effetti, spiega Moris, all’inizio e fi no al 1997 lavoravamo con mezzi di altra marca. In quell’anno però abbiamo avuto occasione di provare una ‘Jaguar 880’ ed è stato come scoprire un altro pianeta. Era facile da guidare, affi dabile e redditiva.
Da quel momento solo ‘Jaguar’. Con le due macchine odierne che sono le più prestazionali con cui io abbia mai lavorato. Basti pensare che faccio una media di 8-9 mila quintali/giorno di trinciato con una produttività di 1.600-1.700 quintali/ora tempi morti compresi con la ‘980’ che, se ben assettata, arriva anche a 2.500 quintali/ora. Sono quattro ettari e mezzo lavorando a una velocità di sette all’ora e con una barra larga sette metri e mezzo”. Un bell’andare, ma mai problemi? “Mai. Mai un’avaria, una sosta imprevista. Meccanicamente credo che siano macchine perfette, soprattutto la ‘980’ che abbina alle prestazioni un comfort di lavoro unico. A fare la differenza credo siano i due motori che permettono di modulare le erogazioni in base al lavoro da svolgere. Ne deriva una macchina versatile e fl essibile all’uso oltre che poco esigente in termini di consumi, soprattutto quando si lavora con un solo motore in azione”.
Una “980” che lavora adagio però ha senso? “No. L’agricoltura moderna richiede velocità ed energia e non a caso per trebbiare usiamo due ‘Lexion’ ibride una delle quali, la ‘470’ lavora da oltre sette anni e non ha mai avuto problemi. Esattamente come la ‘570’ che lavora con una barra da soia di sei metri e raccoglie mais con uno spannocchiatore a otto fi le a una media di circa 700-800 quintali/ora tempi morti inclusi”. La qualità dei prodotti? “Perfetta. Il trinciato sta sempre nei limiti di lunghezza programmati e non appare mai sfi brato o spappolato. La granella raccolta dalle mietitrebbie poi è praticamente integra. Unica precauzione: programmare bene le macchine. Non si può andare sulla Luna se non si è capaci di pilotare l’astronave”. E se CLAAS facesse astronavi ancora più potenti? “Cambierei le macchine per stare al passo coi tempi. Una volta si trinciava per un mese e mezzo, oggi lo stesso lavoro va fi nito in 20 giorni. Cambia il clima, cambiano le esigenze, le fi nestre di lavoro si tringono... ovvio dover alzare le prestazioni dei cantieri di lavoro”. |
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